Se cercate una voce autorevole e brillante, qualcuno che abbia le carte in regola per dire la sua sul mondo della scrittura professionale, memorizzate il nome di Luisa Carrada.
Luisa è una delle penne più efficaci e acute a cui ispirarsi, per chi ama la scrittura e crede nel peso specifico delle parole. Un po’ come i pilastri che abbiamo visto nei consigli per scrivere di Stephen King. Mi permetto di dire che la sento affine a me. Forse perché siamo entrambe laureate in Lettere Moderne con specializzazione in Storia dell’Arte. Forse perché entrambe abbiamo “masticato” la realtà aziendale dall’interno.
Uno dei libri da consumare (letteralmente) per chi usa le parole per lavoro è Il mestiere di scrivere. Oggi la scrittura è ovunque. Il web ha spalancato le porte alla comunicazione, ma per usare le parole al meglio non basta tirarle fuori dal cilindro e sperare che stiano bene insieme.
L’aspetto visivo: il Re si è spogliato
Innanzitutto, un testo lo si guarda. L’aspetto visivo è il primo biglietto da visita. Il contenuto è un Re che si è tolto il manto reale, lo scettro e la corona. Si è spogliato degli orpelli inutili per avvicinarsi finalmente al lettore.
Un testo, per essere efficace, deve essere chiaro. Questo vale per ogni formato: dai documenti lunghi ai microcontenuti, dalle brochure agli articoli del blog.
Il blog oggi dilaga nelle aziende, abbattendo le barriere delle comunicazioni istituzionali e i tecnicismi polverosi del marketing. Le aziende devono scrivere per le persone e identificare un tono di voce capace di arrivare dritto al cuore. Ed è esattamente quello che faccio io: ti parlo senza fronzoli.
L’insidia quotidiana: email e slide
Un’altra forma comunicativa tanto usata quanto insidiosa è l’email. Richiede maestria e regole auree, a partire dall’oggetto. Quante email riceviamo ogni giorno e quante ne apriamo davvero? Poche. Scegliamo le newsletter a cui siamo iscritti volontariamente e poco altro. Se vogliamo fare capolino in quel poco altro, dobbiamo conquistare la fiducia di chi legge.
Luisa Carrada sottolinea che un’azienda non deve lasciare nulla al caso. Prendiamo le slide: dovrebbero fissare concetti e tenere alta l’attenzione, invece spesso deconcentrano o risultano fastidiose.
Personalmente, ho una soglia di tolleranza vicina allo zero per le slide con immagini stock banali. Ma la tolleranza spacca lo zero davanti alle slide-pergamena contenenti le tavole della legge: migliaia di parole che fanno perdere il senso della presentazione. Tanto valeva inviare un PDF.
SEO: utilità, non zavorra
L’ultimo capitolo de Il mestiere di scrivere è dedicato alla scrittura ottimizzata. Scrivere un articolo SEO non significa selezionare una keyword e ripeterla ossessivamente. Google premia i contenuti che soddisfano le richieste dei lettori. Contenuti che hanno un valore e un’utilità reale. È il cuore di quello che definisco SEO Copywriting ed etica giornalistica.
Tutto il resto è solo una triste e ingombrante zavorra che appesantisce i motori di ricerca e rende frustrante l’esperienza di chi naviga.
“Se va bene al lettore, va bene al motore”.
Così Luisa esprime il concetto, riprendendo la web agency Dixxit. I contenuti narrano i valori di un’azienda. Ne raccontano l’unicità.
Scheda tecnica del libro
- Titolo: Il mestiere di scrivere. Le parole al lavoro, tra carta e web.
- Autrice: Luisa Carrada.
- Casa editrice: Maggioli Editore.
- Pagine: 214.
E tu? Hai chiari quali sono i valori della tua azienda, del tuo servizio o del tuo prodotto?
Se la risposta è no, è il momento di cambiare rotta.
Mettere le parole al lavoro significa smettere di riempire spazi e iniziare a costruire fiducia. Se cerchi una scrittura che abbia il coraggio della chiarezza e la forza della deontologia, contattami.
Possiamo lavorare insieme sul tuo tono di voce, sul tuo blog o sulla tua comunicazione aziendale per trasformarli in strumenti che arrivano dritti al punto. E al cuore di chi legge.





